Nel 1915, con la dichiarazione di guerra dell’Italia all’Austria-Ungheria, la popolazione di Cognola (come a Civezzano) non fu evacuata e rimase a casa per sostenere, con il lavoro nei campi o nei cantieri militari, lo sforzo bellico. La vita, a causa delle pesanti requisizioni e della presenza di soldati provenienti da ogni parte dell’impero, non fu facile. Le difficoltà furono principalmente di tipo alimentare.
Impatto demografico della guerra a Cognola
Danni di guerra
Anche la comunità di Cognola, come Civezzano, subì ingenti danni al patrimonio boschivo a causa dell’imponente opera di fortificazione. A Villamontagna, a fine guerra, sul Calisio mancavano all’appello 16.190 quintali di legna; 45.550 larici e 16.000 pini.
Danni di Guerra: ettari danneggiati
Dichiarazione di Matteo Lunelli, 6 maggio 1920, Giudizio Distrettuale di Trento, sezione I, Danni di Guerra.
«Prima della guerra europea i boschi della frazione di Villamontagna erano in buono stato di coltura e vegetazione, perché il loro sfruttamento avveniva razionalmente e secondo le norme forestali e mercè tale economia forestale quelle selve erano talmente folte che ormai era assicurato al villaggio di Villamontagna il fabbisogno di legname da fuoco e da opera in abbondanza. […] Fatalmente però già nel 1914 l’autorità militare austriaca ha iniziato grandi opere fortificatorie sul Calisio, costruendo strade, caverne, trincee, camminamenti e sconvolgendo ed atterrando si può dire la maggior parte della montagna. Anche i boschi della frazione di Villamontagna furono con ciò manomessi e devastati, furono dal militare in ispecie praticati tagli di piante di ogni specie a fratta rasa distruggendo così la maggior parte delle selve e lo stesso taglio avveniva a mezzo di squadre di lavoratori profani di selvicoltura e di sfruttamento di boschi. […] La devastazione è visibile a chiunque specialmente per modo irregolare con cui furono abbattute le piante e pel confronto fra i tratti in cui furono eseguite opere fortificatorie e quelle parti del bosco ove ciò non avvenne. Io allora ero in paese ed ho potuto vedere quelle devastazioni. Il prodotto legnoso in quanto non fu adoperato dal militare nelle sue opere fortificatori, fu dagli operai militari consumato, bruciandolo sul posto, cosicché dal comune non poté venir utilizzato».
La postazione del Campel
Nel corso del conflitto la zona del Campel fu un importante centro logistico per l’approvvigionamento delle truppe: oggi rimane poco dei magazzini e alloggi scavati nella roccia.
Al Campel si sviluppava la linea di resistenza principale che arrivava fino alla cima del Monte Calisio. Nel pianoro sono riconoscibili casematte in calcestruzzo, caverne, parti di muratura in pietrame e un complesso sistema di trincee che scende fino a capisaldi che fiancheggiano il sentiero n. 403 che sale da Le Finestre.
Il caposaldo a valle del Campel è in parte ben conservato. Sono ancora visibili i ruderi delle baracche di pietra. L’impianto difensivo era imponente e prevedeva diverse postazioni per mitragliatrici, coadiuvate da una batteria da campo con 2 cannoni e campo di tiro orientato ad est. La linea di collegamento è stata distrutta dai lavori di costruzione del metanodotto. Il caposaldo sul lato nord della Carbonaia rafforzava la linea di resistenza principale che, provenendo dalle postazioni Alle Finestre, si estendeva lungo l’intera dorsale del Monte Calisio fino alla cima.
Lungo il sentiero che da Campel porta a Forte Casara, si trova un cippo con le inziali B.V.R Bauverbotsrayon (area soggetta al divieto di fabbrica): vale a dire il limite entro il quale vigeva il divieto, per la popolazione civile, di costruzione. I comuni di Cognola e Civezzano si opposero senza successo, denunciando il grave danno che sarebbe derivato per il deprezzamento del suolo interessato dal divieto di fabbrica.
Lungo il percorso che porta a Forte Casara (sentiero 421)
si trova uno di questi cippi.
FONTI
Archivio Comunale di Trento, Archivio Storico di Cognola, Faldone Danni di Guerra, Accertamenti 1920, Dichiarazione di Matteo Lunelli, 6 maggio 1920, Giudizio Distrettuale di Trento, sezione I, Danni di Guerra.
Nicola Fontana, La Regione fortezza: il sistema fortificato del Tirolo, Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, Rovereto 2016.
Volker Jeschkeit, Il Calisio e la Grande Guerra: la fortezza di Trento. Alla scoperta delle fortificazioni austro-ungariche, Curcu & Genovese, Trento 2008.
Andrea Casna, Militarizzazione e trasformazione del monte Calisio: storia, economia e conseguenze della Prima guerra mondiale 1914-1920, in Annali. Museo Storico Italiano della Guerra n. 32 | 2024.
