Prima della Grande Guerra la vita, delle comunità che vivevano nel settore del Monte Calisio, si basava su un’economia agricola, con ampie coltivazioni di gelsi, uva e cereali.
Lo scoppio della Grande Guerra. Nel 1915, con la dichiarazione di guerra del Regno d’Italia all’Austria-Ungheria, la cima del Calisio fu trasformata in una vera fortezza e la popolazione di Civezzano fu chiamata a sostenere, con il lavoro nei campi o nei cantieri militari, lo sforzo bellico. La vita, a causa delle pesanti requisizioni non fu facile. Già nel 1915 l’Austria-Ungheria, a causa della guerra contro la Russia, dovette affrontare una pesante crisi alimentare: in Trentino, nel 1915, la razione giornaliera di farina a persona era di circa 200 grammi; nel 1918 arrivò a 45 grammi. Nel 1918 a Civezzano, 1.500 persone su 2.800 abitanti versavano in difficoltà alimentare. I soldati di Civezzano caduti, con la divisa austro-ungarica, furono 88.
Scorrendo i registri dei morti, inoltre, emergono elementi che aiutano a comprendere la vita nelle retrovie. Si tratta, per esempio, delle vicende di Cirillo Leonardo “soldato lavoratore nelle miniere militari di Calceranica, ove morì schiacciato da un blocco nella miniera” (9 dicembre 1917), e di Beniamino Vitti minatore militare deceduto nell’ospedale militare di Caldonazzo per polmonite (28 giugno 1918). Sempre nei registri parrocchiali si trova il nome di Silvio Dallapiccola, nato a Civezzano nel 1899, operaio militarizzato presso i cantieri del Calisio e morto annegato il 9 agosto 1915 nel lago di Santa Colomba.
Tale condizione andò a influire in modo significativo sull’andamento demografico:
Danni di guerra e la convivenza con i militari:
Nel corso della guerra gran parte dell’Altopiano del Calisio fu gravemente danneggiato dai militari dell’Impero: i prati furono sfruttati per il pascolo dei cavalli e i boschi furono in gran parte abbattuti per costruire trincee, strade e sentieri. A fine guerra a Civezzano, su una superficie di 208,5 ettari, 115 risultarono danneggiati; 2.000 furono gli alberi abbattuti per soddisfare le necessità dei militari.
Anna Concer e Corinna Graff di Civezzano, nelle loro memorie, raccontano le condizioni precarie e la difficile convivenza con i soldati.
Dalla memoria di Anna Concer di Civezzano:
«Nel 1915 entrò in guerra anche l’Italia e il teatro bellico si spostò pure sui monti del Trentino. A Civezzano ci fu un cambiamento radicale: furono chiusi gli uffici non essenziali in tempo di guerra e gli impiegati furono trasferiti in altre zone. Alcuni, però, sospettati di irredentismo, furono inviati nel campo di concentramento di Katzenau: queste operazioni venivano fatte di notte alla chetichella, e il giorno dopo, quando si veniva a saperlo, la gente restava allibita».
Dalla memoria di Corinna Graff di Civezzano:
«nel 1915 dovemmo sgomberare da Cantanghel per la sua posizione critica a causa la vicinanza ai forti. Trovammo un’abitazione di fortuna a Civezzano. Perciò la perquisizione che dette l’occasione all’arresto di mio padre ebbe luogo così. Era il pomeriggio del 18 gennaio 1916 quando tre gendarmi fanno irruzione nella nostra casa mettendola tutta a soqquadro. Ero piccina, ma ricordo chiaramente: tornavo dalla scuola, frequentavo la prima elementare, quando vidi sulla porta d’entrata un gendarme. Sopra nell’abitazione, ce n’erano altri due. Leggevano ogni documento. Ricordo che un gendarme chiese alla mamma da dove venissi. Nel mentre il gendarme mi prese la cartella di tela, rovesciò sul tavolo, sfogliò con cura il sillabario e il quadernetto. Io tremavo. La perquisizione continuava. Ebbero sotto mano un tracciato dove si riprende i modelli per confezionare vestiti. Fu sequestrato perché ritenuto una carta geografica militare, forse del Trentino, forse di qualche regione italiana, comunque dubbia. Trovarono anche qualche canzonetta di sapore Italiano che il maestro Mattei insegnava alla terza classe. Mia madre era al colmo dell’indignazione tanto è vero che chiese se dovesse togliere il pagliericcio dalla culla dove dormiva il suo neonato dodicesimo figlio. Vi dirò che queste autorità non erano certamente all’altezza del loro compito. In casa hanno trovato cinque quadri raffiguranti i nostri celebri poeti italiani. Non ne fecero alcun caso». [La notte del 18 gennaio a Civezzano furono arrestati, per sospetto di irredentismo], «mio zio, il notaio Sartori, il medico condotto dott. Largaiolli, l’avv. Sommadossi e l’impiegato Alessandrini. Tutti arrestati e internati a Katzenau. Tre di questi ebbero la fortuna di ritornare; mio zio, e mio padre, l’avv. Dante Sartori morì in campo di concentramento».
FONTI:
Archivio Storico di Civezzano, Atti Amministrativi, buste 249-250, anni 1915-1916.
Archivio Storico di Civezzano, Danni di Guerra, 1918-1919, busta 256.
Anna Concer, Civezzano ricordi della I e II Guerra Mondiale, Edizioni Virgilio, Milano 1992.
El Cormel nella Grande Guerra 1914-18, note manoscritte da Tomaso Baggia, (a cura di) Gobbi Domenico, Centro scolastico di Seregnano, Argentarium, Trento 1976.
Andrea Casna, Militarizzazione e trasformazione del monte Calisio: storia, economia e conseguenze della Prima guerra mondiale 1914-1920, in Annali. Museo Storico Italiano della Guerra n. 32 | 2024.
