La trincea, simbolo della Prima Guerra Mondiale, è una struttura difensiva scavata nel terreno, utilizzata dai soldati per proteggersi dal fuoco nemico e dalle condizioni atmosferiche avverse e facevano parte di un sistema di fortificazioni che si estendeva lungo i vari fronti della Grande Guerra. Le trincee erano spesso collegate da gallerie e fornite di ripari, depositi di munizioni e posizioni per le mitragliatrici. La vita in trincea per i soldati era estremamente dura e caratterizzata da condizioni igieniche precarie, malattie e stress psicologico.
Qui, alle porte di Trento, è possibile vedere quello che rimane del vecchio sistema trincerato del Monte Calisio. Nell’area conosciuta con il toponimo le Finestre, a partire dal 1915, l’esercito austro-ungarico costruì trincee e camminamenti che ancora oggi si possono vedere nel folto della vegetazione.
L’area nord-est fu completamente disboscata per costruire una lunga trincea che dalla Tagliata Superiore saliva fino a Cima Calisio. Al febbraio 1916, infatti, il Regio Esercito Italiano era all’altezza dell’abitato di Marter in Valsugana: Civezzano si trovava a 17 km dalle prime linee austro-ungariche.
LA GUERRA NELLE CRONACHE DI DON TOMASO BAGGIA, CURATO DI SEREGNANO:
«La mancanza di cento e più braccia di agricoltori, causa la guerra, si fa sentire a Seregnano. Quest’anno pochissimi coltivano i bachi da seta. […]. Attorno al forte di Civezzano e sul Celva vengono rasi gli alberi e cespugli. Sono pure tagliate le viti e i gelsi a Civezzano tra i due stradoni. […]. Alle sei e quindici del 19 giugno si ode un rumore forte, come di auto… in alto per la prima volta ho visto dalla canonica un aeroplano, sopra il Calisio inferiore, sorvolò Roverè, forte Casara e poi sparì. […]».
DANNI DI GUERRA
Nel 1915, l’esercito austro-ungarico in quest’area distrusse un bosco di larici e pini di 30 anni per costruire trincee e opere militari. Questo bosco, fitto e artificiale, si estendeva su una superficie di 7 ettari, con una massa legnosa di 200 metri cubi. Per la costruzione di trincee e strade furono impiegati uomini, donne e ragazzi inquadrati come operai militarizzati.
– Area bosco danneggiata: 7 ettari.
– Operai militarizzati a fine 1914 nel settore del Calisio: 800 fra uomini, donne e ragazzi.
FONTI:
Archivio Storico di Civezzano, Danni di Guerra, 1918-1919, busta 256.
Fondo Gian Piero Sciocchetti, Biblioteche UniTrento, Università di Trento, C083.
Volker Jeschkeit, Il Calisio e la Grande Guerra: la fortezza di Trento. Alla scoperta delle fortificazioni austro-ungariche, Curcu & Genovese, Trento 2008.
El Cormel nella Grande Guerra 1914-1918, Note manoscritte di Tomaso Baggia, (a cura di) Centro Scolastico di Seregnano, Trento 1976.
Andrea Casna, Militarizzazione e trasformazione del monte Calisio: storia, economia e conseguenze della Prima guerra mondiale 1914-1920, in Annali. Museo Storico Italiano della Guerra n. 32 | 2024.
